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Lettere di denuncia > Per tutti




Mi dispiace, sono francese, scrivo male l'Italiano.

Ecco una storia che ho raccontato solo ad amici, però la posta che mi avete mandato mi fa parlare.

Era luglio 2005. Porto il cane fuori. Siamo nel centro storico della capitale. Sono le 08:30.

Vedo un cane tipo maremmano grande rimontare questa mia via così trafficata, sulla strada, contro mano, in mezzo alle macchine e ai motorini. Mi spavento: immagino come un motorino faccia un incidente e che il conducente non torni vivo a casa.

Seguo il cane. Cerco di avvicinarlo. Però ha paura della mia piccola cagnetta.

Arrivo alla Basilica, lì, riesco ad prenderla e passare il guinzaglio del mio cane al suo collo. La porto alla fontana. Beve un po'. Si sdraia sfinita. Non si alza più. Troppo stress. Troppo correre. Più tardi una vicina mi dirà che già alle 06:30 aveva visto questo cane impazzito in mezzo al traffico. Cercava il padrone?

Di fronte alla basilica c'è il supermercato, mi avvicino perchè ci sono spesso ragazzi con cani e potrebbero conoscerla. Niente. Telefonata ad amici canari per aver consigli. Mi danno il telefono della ASL. Mi dicono che vengono subito.

Ci credo. Aspetto. Vedo l'ora passare, devo andare a lavorare. Mi dispero. Un ragazzo passa. Mi vede in difficoltà. Dice che aspetta lui col cane. È italiano e la cosa mi solleva. Una signora va a comprare un
guinzaglio, perchè devo rimettere il suo al mio cane. Grazie signora anonima per questo gesto gentile.

Quando torno dal lavoro verso le 2, vado a verificare se non c'è più. Magari!
Invece, si è solo spostato col sole. Pero ancora c'è. Si è aggiunta anche una ragazza americana. L'ASL non è venuta. Hanno chiamato diverse volte. Anche il vigile ha chiamato. Niente.

Cancello gli impegni del pomeriggio perchè comincio a rendermi conto che è cosa molto complicata togliere dalla strada un cane randagio pericoloso per i motorini.

Una sera ho visto un giovane morto, lì nella mia via, e mi sono detta che aveva salutato il mattino la mamma prima di partire e che lei non l'aveva visto tornare. Sono canara, però lì ho pensato al pericolo sia per gli umani che per l'animale stesso.

E mi faceva tanta pena questa bestiolona così grande, magra, sporca, "abitata": un condominio di diversi ospiti...

Abito in 23 metri quadri, con cane e gatto: impossibile portarla a casa.

Dovevamo trovare una sistemazione prima della notte.

Il ragazzo mi dice che ha sentito parlare del nuovo canile del comune che è una meraviglia, che sa come arrivarci. OK. Vado a prendere la macchina e andiamo noi 4. Affamati e assettati.

Lì spiego la situazione.

La ragazza incaricata dell'accoglienza mi dice: "Signora ha fatto male a prenderla".

"Sì" aggiunge un ragazzo che poteva essere il mio nipotino, con aria arrogante di chi sta davanti all'ignorante di turno: "Ha fatto male signora. Secondo la legge adesso che ha messo il guinzaglio il cane è suo!".

"Ragazzo mio, come ti permetti di trattarmi così - mi dico - tu non ami gli animali e giudichi troppo in fretta! Non ti meriti lo stipendio del comune".

Però non lo dico, per non compromettere la chance del cane.

Erano le tre meno cinque.

Ho risposto nel mio italiano scorretto: "Non mi dire che ho fatto male. Il cane poteva fare incidenti su una strada trafficata del centro di Roma. Per me questo è un gesto civile. E inoltre io sono francese, questo cane è Romano: è più vostro che mio. Ciao".

"Aspetti, Signora. Deve passare dal veterinario".

"Sì - rispondo - ho 5 minuti, non di più".

"No, signora deve fare la fila".

"No, non ho più tempo. Ciao. Tenete il cane."

"Miracolosamente" arriva una veterinaria che verifica: niente microchip, niente tatuaggio.

"Signora deve tenerlo. Almeno qualche giorno".

Impossibile ho 23 metri quadri, cane e gatto.

"Signora non lo possiamo tenere" (a quell'epoca avrebbe potuto dormire fuori benissimo, però aveva prima di tutto bisogno di acqua e riposo e nessuno gli ha dato niente al canile).

Mi arrabbio davvero. E me ne vado senza il cane.

Però i due ragazzi non se la sentono di abbandonarla e non vengono con me. Aspetto fuori: non li posso lasciare. Arrivano... col cane!

La faccio breve, siamo stati mandati e rigettati in tutti posti possibili intorno a Roma. Eravamo disperati.

Sono le 05:30 - 9 ore a cercare aiuto senza risultato.

La ragazza chiama il suo datore di lavoro spiegando che non può esserci per la lezione delle 6. E spiega perchè. Bravissimo lui, dice: "ti do una mano, faccio qualche telefonata".

Ci richiama. Telefonate a questa signora. La chiamiamo. Dice che ci aspetta. Non ci crediamo!

Piccolo appartamento, anzi Arca di Noè!

Prende il cane dicendo che il giorno dopo lo porta fuori in campagna.

È possibile che solo un privato senza soldi faccia miracoli a Roma, una capitale europea, per me ed i miei (tutti innamorati pazzi dell'Italia) la più prestigiosa per la sua storia millenaria e la civiltà che ha
diffuso nel mondo? Questa è ROMA, che letta a rovescio, dovrebbe significare AMOR!

Erano le 8 passate. 12 ore per trovare questa signora. Quasi per caso.

Grazie a tutti quelli che quel giorno sono stati con me e mi hanno aiutata.

Mi avete fatto amare questo paese ancora di più.

ASB - Roma (RM), 25 maggio 2006






 

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